L’ultima nostra esperienza formativa per quest’anno scolastico riguarda la collaborazione con WeSchool una piattaforma di condivisione e collaborazione utilissima per i protagonisti di una scuola in continuo rinnovamento.

Il corso interamente on line e certificato da un attestato finale Miur, e’ partito nel mese di aprile e ha coinvolto più di 600 utenti in tutta Italia.  Pensato per gli insegnanti che vogliono orientare il proprio metodo verso l’innovazione, ha previsto 4 moduli: perché cambiare, metodologie per la didattica digitale, strumenti per la didattica digitale, strumenti per la progettazione didattica. In ogni modulo dopo una breve introduzione teorica abbiamo cercato di sintetizzare la nostra esperienza proponendo strumenti facilmente utilizzabili ed esempi pratici sperimentati in classe. In ultimo i corsisti, avendo consultato e commentato i materiali, sono stati chiamati a mettersi alla prova con un test finale.

Possiamo ritenerci molto soddisfatte per il lavoro realizzato e anche per i diversi feedback positivi ricevuti. Tante sono le richieste, che i materiali resteranno a disposizione anche per tutto il periodo estivo.

Grazie ancora al team di WeSchool per il bel progetto che sta portando avanti, per la competenza dimostrata, per aver puntato su di noi  nel coinvolgimento della scuola Primaria e per aver organizzato al meglio questo percorso.

 

Prendi 42 bambini che coordinano le attività, aggiungi genitori, nonni, zii, fratelli e sorelle che svolgono le proposte per loro preparate, aguzza la mente per eseguire i comandi, controlla il tempo per completare i percorsi e… immagina…

…tanti blocchi di Cody Way, una storia di Natale fatta a pezzi, tanti, quanti sono i QR che nascondono gli indizi per trovarli.

DALLA PARTE DEI BAMBINI:

CODY WAY PER: progettare un percorso con target all’interno di tutta la scuola per raggiungere il primo indizio

INDIZI: inventare indovinelli, rime, filastrocche per trovare le parti della storia

IPAD: generare codici qr per trasformare gli indizi

DALLA PARTE DEI GENITORI:

ATTIVITA’ UNPLAGGED: eseguire i comandi di CODY WAY per raggiungere il primo qr

DISPOSITIVI TABLET/SMARTPHONE ALLA MANO per leggere i qr

LETTURA INDIZI per trovare le parti della storia

Il gruppo che per primo supererà ogni prova, e riuscirà a ricomporre il racconto, si aggiudicherà il premio: leggere davanti ad un pubblico numeroso, non poco esigente come quello dei bambini, dove regna il silenzio, la luce è soffusa e le candele danno un’illuminazione particolare  alle parole.

Tutti, proprio tutti, seduti ad ascoltare i lettori: fratelli, nonni e genitori che così hanno augurato dopo una faticosa ma divertente caccia, BUON NATALE E FELICE 2017!

VIDEO: I NOSTRI AUGURI 

natale

 

 

 



Continua anche per l’anno 2016-17 la collaborazione con l’ I.C. “Tacchi-Venturi” di San Severino. È appena terminato il secondo corso “base” di formazione dove abbiamo avuto la possibilità di condividere con le insegnanti l’esperienza  di una didattica innovativa,  che stiamo vivendo con le due classi quarte della Scuola Arcobaleno. In questo periodo delicato, in cui molti luoghi delle nostre Marche sono stati colpiti dal sisma, abbiamo vissuto un’esperienza ancora più forte di accoglienza e di arricchimento reciproco.
Grazie alle colleghe e al dirigente, professor Sandro Luciani,  per la fiducia e per un momento di incontro fecondo, umano e professionale.

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Martedì 10 maggio 2016 i bambini sono stati tutor per le classi 3C e 3D dell’I.C. “Tacchi-Venturi” di San Severino (MC) che hanno trascorso da noi  tutta la mattinata. IMG_2226-min 
Subito dopo i saluti e la consegna di un badge di riconoscimento sono iniziati i laboratori.

Nel laboratorio di  SCRATCH si sono illustrate alcune semplici funzioni di inserimento sfondi, creazione di

personaggi,disegno, inserimento di testo e voce,  così che a coppie i bambini hanno potuto  realizzare brevi animazioni in cui si presentano e si salutano.

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 IMG_2230-min L’altro laboratorio, “Un robot per amico”, ha previsto una prima fase di studio di un articolo tratto da Focus Junior, coadiuvata da immagini e video sul ruolo dei robot nella società contemporanea. 
Gli alunni a gruppi  hanno poi sintetizzato le informazioni ricevute in una mappa con l’ app POPPLET. File_001-min 
In seguito, muniti di matite, colori, forbici, scotch e colla, hanno ideato il loro robot: ognuno ha creato il proprio pezzo e poi l’hanno assemblato e fotografato. File_002-min 
IMG_2253-min A questo punto con l’app THINGLINK ne hanno descritto funzioni e caratteristiche.
Nella fase finale, come è buona prassi, si è svolta  la condivisione e il commento dei vari lavori: un applauso quindi a tutti i bambini di San Biagio e San Severino! IMG_2254-min 
Nel link uno dei Robot creati

https://www.thinglink.com/scene/787595474906382337

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Giovedì 21 Aprile alunni e maestre della Scuola di Pergola, che si trova in Basilicata e fa parte del progetto Piccole Scuole, sono venuti a farci visita.

I bambini, che circa tre mesi fa si erano conosciuti via Skype, hanno colto l’occasione per confrontarsi da vicino con giochi, canti, merende ed attività.

Nel pomeriggio si è tenuto anche un Coder Dojo, in cui gli alunni di Pergola hanno fatto da tutor alle nostre classi terze per realizzare, attraverso Scratch.2, un vero e proprio gioco multimediale.

La giornata si è conclusa con i saluti del nostro Dirigente Scolastico e con la premiazione e consegna degli attestati di merito da parte dell’Eni Scuola che sta seguendo il progetto.

Pergola

Si è concluso il corso di formazione che 4 docenti del nostro Istituto hanno tenuto alle colleghe dell’ I.C. “Tacchi-Venturi” di San Severino. Le maestre Simona Baccani, Silvia Brazzoni, Nicoletta Cappanera e Stefania Giachè, della Scuola Primaria “Arcobaleno”, hanno condiviso la loro esperienza di metodologie innovative approfondendo diversi temi: dall’ integrazione della tecnologia nella didattica all’ individuazione del compito autentico, dall’ utilizzo di app e tool alla programmazione di team nell’ottica delle competenze. In tre giornate hanno alternato momenti di lezione ad attività laboratoriali in cui le insegnanti si sono esercitate con i nuovi strumenti didattici e hanno sperimentato una diversa modalità di progettazione. Un ringraziamento doveroso va al Dirigente Scolastico Prof. Sandro Luciani e alle maestre che, grazie alla loro ospitalità e desiderio di cambiamento, hanno reso il corso un piacevole momento di incontro.

formazione

Nostro articolo pubblicato dalla rivista BRICKS Anno 6, numero 1, marzo 2016

 

La tecnologia al servizio dell’innovazione metodologico-didattica

di Simona Baccani, Silvia Brazzoni, Nicoletta Cappanera, Catia Curina, Stefania Giaché

I.C. “Bruno da Osimo”

BRICKS LINK

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La nostra esperienza nasce cinque anni fa da una forte esigenza di cambiare l’approccio didattico-educativo, sia alla Scuola Primaria che alla Secondaria di primo grado.  Inizialmente è partita la Secondaria perchè lì occorreva  ricreare un dialogo con i discenti che da un lato restituisse alla scuola un appeal che sembrava perso e dall’altro fosse in linea con le misure ministeriali di contenimento degli abbandoni e delle ripetenze. Questa prima esperienza però è diventata virale e attualmente  il progetto coinvolge due attuali classi terze della scuola primaria “Arcobaleno” e 10 della Secondaria di primo grado appartenenti all’ I.C. “Bruno da Osimo”.

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Figura 1 – Riassetto delle aule delle classi terze della primaria: la cattedra e’ sostituita da un tavolinetto per notebook, videoproiettore ed Apple TV; buchette portazaini; tavoloni che ospitano 4 bambini; angolo relax con divanetti, libri e cruciverba; angolo giochi (da tavolo, carte, Lego, logici, linguistici, ecc…).

Le normative ministeriali ed europee, le richieste del mondo del lavoro, la definizione delle competenze da sviluppare, la veloce evoluzione tecnologica, le teorie costruttiviste, sono le pietre miliari  che hanno delineato il nostro percorso, ma la voglia di mettersi in discussione ed essere al passo con le nuove esigenze degli alunni é dipesa esclusivamente dall’impegno, dalla convinzione e  dalla coesione del team docente, che é riuscito a cambiare  il modo di affrontare l’esperienza scolastica, seppur all’inizio con pochi strumenti ma tanta passione. Alla base (e al vertice) dell’innovazione c’é il Dirigente scolastico, la Prof.ssa Elisabetta Monticelli Cuggiò, che ha dato l’input al cambiamento sostenendolo sempre, anche  contro reticenze e  preoccupazioni che si sono presentate all’inizio come avviene di solito per qualsiasi cambiamento.

Infatti siamo partiti dagli aspetti metodologico-didattici: in primis dal superamento della lezione tradizionale, frontale e trasmissiva, che era diventata ormai poco efficace e poco coinvolgente, a vantaggio di attività laboratoriali basate sulla deduzione, sulla problematizzazione,  sulla possibilità da parte dello studente di costruire il proprio percorso di apprendimento, sul “fare” per acquisire delle abilità e delle conoscenze, sul rispetto dei tempi e degli stili di apprendimento di ognuno.

La progettazione è incentrata  sulla promozione delle competenze, per cui, superando il mero nozionismo, le diverse attività sono pensate affinché l’alunno metta in azione le proprie abilità attingendo alle conoscenze sia pregresse sia nuove, per risolvere situazioni complesse e problematiche. Si cerca di partire dai cosiddetti compiti autentici,  situazioni reali e tangibili, che colleghino il percorso scolastico al vissuto reale, in cui, parafrasando Wiggins, ciascuno esprime “ciò che sa fare con ciò che sa”.
Di conseguenza le tecnologie, integrate nella didattica quotidiana, sono venute in aiuto sotto diversi aspetti: per motivare i ragazzi, per comunicare con il loro linguaggio e con quegli stessi strumenti dei quali si servono in genere appena fuori la scuola per la loro quotidianità, per includere chi vive uno svantaggio o una difficoltà di apprendimento, per favorire tutti gli stili di apprendimento. D’altra parte, però, l’uso critico e consapevole delle nuove tecnologie, le competenze digitali insomma, sono una precisa richiesta dell’Europa ai cittadini dell’Unione che saranno chiamati ad esplicitarle in tutti i contesti della loro vita, in maniera autonoma e responsabile, pertanto è apparso indispensabile  che la scuola si occupasse di tale aspetto della formazione delle giovani generazioni.

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Figura 2 – Alcune attività delle terze della primaria: per permettere l’organizzazione delle varie attività gli spazi sono flessibili così come gli strumenti. L’apprendimento e’ sopratutto deduttivo e viene incoraggiato il tutoraggio fra pari. L’insegnante media ed interviene quando c’è necessità.

Il nostro Istituto, dopo una serie di valutazioni e confronti con altri dispositivi,  si è indirizzato verso l’acquisto di iPad a disposizione di alunni e docenti e di un server Apple.
Anche gli spazi sono stati organizzati in funzione di supporto all’apprendimento e alla metodologia: ogni aula ha un video proiettore con Apple TV e PC, tavoli o isole che ospitano 4-5 alunni (poiché per la maggior parte delle volte lavorano in cooperative learning o gruppi collaborativi), un angolo relax in cui durante le pause tra una attività e un’altra ci si può riposare con letture, musica, attività di ritaglio e manipolazione e uno spazio per i giochi strutturati e non. La cattedra non c’è più, perché ovviamente il ruolo del docente è diverso dallo standard tradizionale: non esegue la lezione frontale ma affianca i ragazzi nei lavori, seduto in mezzo a loro, media quando occorre, dà indicazioni, osserva e prende sistematicamente appunti durante il percorso di apprendimento.
Le due classi della primaria lavorano anche secondo il metodo “Bardi-classe scomposta” per cui utilizzano in modo flessibile sia gli spazi all’interno della classe, sia quelli in comune della scuola per approfondire, studiare individualmente, collaborare, esercitarsi.

Si sperimentano inoltre modalità di lavoro attraverso la lezione intervallata (spaced learning), la flipped classroom e il debate per cui gli alunni sono continuamente impegnati a lavorare in modo collaborativo e anche in peer tutoring, partecipando attivamente alle attività organizzate dal docente che diventa regista e facilitatore.

Spesso le attività prevedono la realizzazione di prodotti finali, disciplinari e trasversali: si tratta di contenuti didattici digitali che approfondiscono varie tematiche attraverso più aspetti disciplinari e che valorizzano la creazione personale delle conoscenze e favoriscono il loro impiego creativo. L’impegno degli alunni è massimo nel reperire le informazioni, selezionarle, rielaborarle e utilizzarle per giungere alla produzione di qualcosa di nuovo e di autentico che poi viene presentato alla classe e sottoposto alla valutazione, di cui si conoscono esattamente i parametri.

In genere infatti le attività vengono presentate in ogni aspetto, compreso quello valutativo per cui l’alunno sa sempre che cosa richiede la prestazione e quali aspetti del suo lavoro e di quello dei suoi compagni dovranno essere maggiormente tenuti sotto controllo. Il momento della restituzione alla classe, oltre ad essere la fase più gratificante per gli alunni, è anche un importante momento metacognitivo, durante il quale è possibile ragionare collettivamente e individualmente sulle modalità di costruzione di una conoscenza, sui processi che sono intervenuti, sulle modalità più o meno adatte di realizzazione di un contenuto digitale e spesso l’errore è una preziosa risorsa che porta alla riflessione e all’autocorrezione.

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Figura 3 –  Secondaria di primo grado: la classe lavora per gruppi collaborativi, anche con l’ausilio dei dispositivi; vengono proposte attività quali il debate e la lezione intervallata (quest’ultima prevede momenti di relax).

Anche il sistema di valutazione sta cambiando: in via sperimentale si é scelto di monitorare lo sviluppo delle competenze sulla base di griglie di osservazione, diari di bordo, prove esperte e rubriche di valutazione che attraverso giudizi descrittivi valorizzino anche l’atteggiamento, le relazioni sociali, la motivazione, la creatività, lo sviluppo della personalità.

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